Per decenni il manifatturiero italiano si è confrontato con un bivio: delocalizzare o rassegnarsi a un lento declino. SPM ha scelto una terza via, ed è proprio questa la storia raccontata nell’ultimo approfondimento di Soluzioni di Assemblaggio e Meccatronica, dedicato alla nuova linea di assemblaggio sviluppata dall’azienda di Brissago Valtravaglia per un componente automotive di altissima precisione.

Gli assi IAI non sono confinati a una singola stazione, ma sono diffusi praticamente in tutta la linea.
Il pezzo in questione è un logo destinato al volante di una primaria casa automobilistica tedesca, dietro al quale si trova l’airbag: la lente in alluminio non può staccarsi nel momento dello scoppio, pena la creazione di un frammento tagliente lanciato verso il guidatore. Da qui nasce il vincolo principale del progetto: una tolleranza di centratura di soli cinque centesimi di millimetro tra due materiali dal comportamento meccanico opposto, l’alluminio rigido e il fondello in plastica, che si deforma sotto pressione.
Altrettanto delicato è il tema dell’incollaggio, che deve garantire tenuta in un range termico da -35°C a +80°C, senza alcuna possibilità di verifica visiva. Come spiega Fabio Frusciello, EMA Engineering Machine Automation Manager di SPM, l’unica strada percorribile è un controllo capillare di ogni fase del processo: dalla quantità di colla depositata alla pulizia dei componenti, fino ai tempi e alle condizioni ambientali di ogni singolo ciclo.

Fabio Frusciello, EMA Engineering Machine Automation Manager di SPM
Ad accompagnare la sfida tecnica c’è una scelta progettuale altrettanto significativa: una macchina pensata secondo una logica automotive, dove, come racconta Frusciello, “un pianale accetta mille configurazioni”. Un investimento iniziale più alto in termini di hardware, che si ripaga però in una progettazione più rapida ed economica per le linee successive, grazie a moduli riutilizzabili.
L’articolo ripercorre anche la scelta dei partner tecnologici alla base del progetto: Sinta, che ha fornito tre robot spider Epson RS4 per le unità di carico e scarico e uno SCARA T3 per la fase di trattamento della lente, oltre a circa quindici assi elettrici IAI distribuiti in ogni stazione della linea. Un rapporto di fiducia, quello con Sinta, che secondo Frusciello si è rivelato prezioso anche nei momenti critici dello sviluppo, quando è stato necessario reperire in tempi rapidi il materiale per una stazione aggiuntiva non prevista in fase di progetto.
Un filo conduttore attraversa l’intero pezzo: la convinzione, espressa da Stefano Berutti, Automotive Business Development Manager di SPM, che per componenti automotive ad alta criticità la scelta più solida sia restare in Italia puntando tutto sull’automazione, una lettura che inquadra l’automazione non come una voce di spesa, ma come leva competitiva.
Articolo completo a firma di Rossana Pasian, pubblicato su Soluzioni di Assemblaggio e Meccatronica:
https://www.publiteconline.it/assemblaggio/sinta-epson-iai-la-squadra-tecnologica-dietro-la-precisione-spm/